i comandanti: Paolo Salvatore

Paolo Salvatore

Paolo Salvatore

⋆ 1899 / † 1980

Paolo Salvatore, legionario fiumano e compagno d’armi del segretario generale del Partito Fascista Ettore Muti, fu prima commissario di pubblica sicurezza nella colonia di confinati a Ponza e poi direttore del campo di concentramento di Ferramonti dal 20 giugno 1940 al 22 gennaio 1943.

Qui, prendendo spunto dalle circolari che erano state diramate dalla direzione generale di pubblica sicurezza, il 10 luglio 1940 emanò gli Obblighi degli internati: 13 prescrizioni che regolavano la vita ed i comportamenti dei deportati. In ogni baracca fece eleggere un capo camerata, che era ogni giorno in contatto con la direzione del campo.

Egli accettò che gli internati organizzassero attività culturali, musicali e sportive, allo scopo di tenere impegnati e sotto controllo i vari partecipanti. Questo modo di disimpegnarsi nell’incarico probabilmente non era dovuto a risorse culturali particolari, ma all’esperienza vissuta nella colonia di Ponza.

A Ferramonti Salvatore, impegnato a mediare ogni contrasto e salvare le apparenze, era un piccolo regnante con due persone a suo servizio che alla fine subiva lo strapotere del centurione nella gestione della disciplina, del medico nella gestione della salute pubblica e della ditta Parrini nella gestione dei rifornimenti delle derrate alimentari; subiva particolarmente il fascino delle donne del campo per lo più sole, poste dal direttore nelle prime baracche a pochi metri della sua casa e dell’ufficio.

Questa debolezza lo indusse a concedere molti permessi per veri o inventati motivi di visite specialistiche.

Lettere anonime e delazioni del capomanipolo avevano già informato i superiori di Salvatore sul suo comportamento anomalo, quando il 2 febbraio 1942 il contrasto col centurione esplose e fu devastante: Litter Samuele, uno dei due attendenti, uscendo dalla casa del direttore con bavero del cappotto alzato e con le mani in tasca durante il suono di tromba dell’ammainabandiera, a pochi passi dai prigionieri in adunata, non salutò la bandiera.

Un milite gli si avvicinò, ordinando il saluto. Questi, poiché il Litter si mostrò “recalcitrante” lo colpì con un pugno che gli causò la caduta di due denti. Il Litter, sanguinante, fu trasportato di peso nella camera di sicurezza.

Questo non era né il primo né l’ultimo caso di insubordinazione, ma gli altri episodi ebbero anche uno strascico giudiziario.

Il direttore, quando venne a conoscenza del fatto, andò su tutte le furie, si recò dal milite e lo schiaffeggiò. Ne seguì un’indagine che mise in luce i difetti della gestione della direzione di Salvatore: permessi eccessivi e frequenti, galanterie verso le donne ed irregolarità amministrative.

Il 22 gennaio 1943 Salvatore fu sollevato dall’incarico e trasferito a Chiavenna, in provincia di Sondrio, in un minuscolo commissariato di pubblica sicurezza.

I Comandanti del Campo di Concentramento di Ferramonti di Tarsia

Paolo Salvatore

Comandante del Campo di concentramento di Ferramonti dal dal 20 giugno 1940 al 22 gennaio 1943.

Mario Fraticelli

Comandante del Campo di concentramento di Ferramonti dal 31 marzo 1943 fino alla liberazione.

Lav Mirski

Comandante del Campo di concentramento di Ferramonti dalla liberazione in poi.